Bari  70100  (BA)   Via-Piazza Via Spalato   N. 19

Pinacoteca e Museo d'arte medievale e moderna (Pinacoteca metropolitana di Bari "Corrado Giaquinto")

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La Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”- dal nome dell’artista molfettese (1703-1766) cui è dedicata dal 2002 una intera sala - è di istituzione relativamente recente. Nacque infatti ufficialmente solo il 12 luglio 1928 dalla confluenza del nucleo di dipinti (qui pervenuti in seguito alla soppressione dei conventi nella seconda metà dell’800) già conservati nella piccola pinacoteca annessa al Museo Archeologico Provinciale sorto nel 1875, di altri dipinti ceduti a titolo di deposito da chiese e conventi pugliesi, di opere ottenute in comodato dalle Gallerie Nazionali di Napoli e di Roma e di altre acquistate dalla stessa Amministrazione Provinciale di Bari.

La Pinacoteca “Corrado Giaquinto” è collocata al 4° piano dello storico Palazzo della Provincia di Bari, dove fu trasferita nel 1935 dal Palazzo del Governo, in cui ebbe la sua prima sede a partire dal luglio del 1928. Vi si accede dall’ingresso principale, sul Lungomare Nazario Sauro, oppure dall’ingresso laterale su via Spalato.
Il Palazzo della Città Metropolitana di Bari è un imponente edificio a quattro piani fuori terra progettato dall’ingegnere Luigi Baffa, all’epoca capo dell’Ufficio Tecnico Provinciale di Bari. Nel 1933, alla morte del Baffa, il progetto fu portato avanti e concluso dall’ingegnere Vincenzo Chiaia, che apportò sostanziali modifiche al progetto iniziale, sia nelle dimensioni del palazzo che nella scelta dei materiali utilizzati.
Il palazzo, completato nel 1935, si inserisce in una serie di edifici a destinazione pubblica sorti sul lungomare barese negli anni dell’era fascista e si distingue per la relativa leggerezza, inusuale in quell’epoca, ottenuta attraverso l’apertura di cinque grandi arcate nella facciata a pianterreno, per l’articolazione dei volumi e per il sapiente impiego del colore, che alterna la bianca pietra calcarea di Terra di Bari del basamento al rosso acceso del cotto nelle pareti. Il palese riferimento all’architettura veneziana che si coglie nel dialogo fra la fabbrica e la distesa d’acqua prospiciente, nonché nel rivestimento esterno dello scalone del cortile, che evoca la scala a bovolo di Palazzo Contarini, si sposa agli echi dell’architettura signorile toscana (Palazzo Vecchio di Firenze, Palazzo Comunale di Siena) visibili nell’alto campanile (62,50 m), il quale costituisce uno dei fulcri visivi dello skyline urbano.


Il percorso espositivo della Pinacoteca, articolato cronologicamente, comprende ventidue sale, alcune delle quali molto vaste e ricche di opere. Percorso affascinante, che fornisce un’ampia documentazione dell’arte pugliese – o in relazione con la Puglia – dall’XI al XIX secolo.
Il materiale esposto comprende: una sezione medievale (sculture dei secoli XI-XIV, icone pugliesi dei secoli XII-XIV); dipinti veneti provenienti da chiese della regione (sono presenti opere di Antonio e Bartolomeo Vivarini, Giovanni Bellini, Paris Bordon, Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto, Jacopo Palma il giovane); pittura pugliese dei secoli XV-XVI e napoletana o di scuola napoletana dei secoli XVII-XVIII (con opere del Maestro dell’Annuncio ai Pastori, Finoglio, Stanzione, Vaccaro, Giordano, De Matteis, Solimena, Bonito, De Mura, De Caro, Mondo, Fischetti); un prezioso nucleo di dipinti del Giaquinto, una raccolta di pittura dell’Ottocento (con le prestigiose presenze di Pitloo, Smargiassi, De Nittis, Netti, Morelli, Boldini e altri); notevole il nucleo di maioliche del Sei e Settecento, per lo più di produzione pugliese, pervenute in Pinacoteca attraverso la donazione De Gemmis, avvenuta nel 1957. Un anno dopo veniva invece donato il grande presepe cosiddetto Caleno (dal nome del proprietario originario), consistente in circa 500 “pastori”; presepe che, pur difforme per cronologia, materiali, qualità stilistica, vanta comunque esemplari di grande o grandissimo pregio risalenti ai secc. XVIII-XX. Di recente si è aggiunto un interessante nucleo espositivo costituito da abiti maschili e femminili del sec. XVIII.
Fa parte a sé la collezione Grieco, pervenuta per donazione nel 1985 ed esposta dal marzo 1987, che rappresenta sicuramente la più importante acquisizione degli ultimi anni e una delle sezioni più preziose dell’intero museo. Essa è costituita da cinquanta dipinti italiani che vanno dalla seconda metà dell’Ottocento alla prima metà del Novecento. Vi predominano gli artisti macchiaioli toscani (presenti tutti ad eccezione di Adriano Cecioni), ma assai curata e raffinata risulta anche la scelta di artisti del Novecento.
Tra le donazioni più importanti ricordiamo quella dello scultore Filippo Cifariello (1936), consistente in ben 43 gessi originali dei suoi ritratti più importanti nonché in un archivio fotografico e documentale.
Agli anni Ottanta risale l’acquisto del fondo fotografico del Cav. Vincenzo Simone (Gravina di Puglia 1892 – Bari 1968), consistente in circa 14.000 lastre in vetro da servire alla stampa di cartoline riproducenti numerose località meridionali, tra cui particolarmente rappresentate le pugliesi e le lucane.
Le acquisizioni della Pinacoteca sono state estese anche all’arte contemporanea, che è presente nelle collezioni permanenti di questa istituzione, privilegiando i lavori degli artisti operanti in Puglia, secondo il principio di documentare soprattutto la cultura regionale. Tra queste 9 mq di pozzanghere di Pino Pascali.
Di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Bari, ma esposta dal 1957 presso il Castello Svevo di Bari, è invece la cosiddetta “Gipsoteca”, costituita da calchi delle più importanti testimonianze scultoree pugliesi, il cui nucleo principale fu realizzato per l’Esposizione Internazionali di Belle Arti di Roma nel 1911.
Al di là delle sue collezioni permanenti, sin dalla sua origine la Pinacoteca ha anche una lunga storia di iniziative temporanee finalizzate alla crescita culturale della sua comunità territoriale: mostre, presentazioni di libri, conferenze, appuntamenti del ciclo "Arte e Musica", restauri, ricerche e pubblicazioni, seminari, convegni, incontri formativi etc.; di una certa importanza, nell'ambito delle attività della Pinacoteca, è proprio la storia delle mostre temporanee allestite nelle sue sale.

Data ultimo aggiornamento: 28/04/2020

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          Maria Grazia Magenta
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          1928
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